Nov
27
2008

Pedofilia? Colpa di Internet

 

A Rio de Janeiro il terzo congresso mondiale sullo sfruttamento sessuale a cui non è mancata la nostra ministra Carfagna, che quando c’è da trattare di puttane, magnaccia e prostituzione minorile non è seconda a nessuno.

I dati sono agghiaccianti: secondo l’Unicef 75 milioni di minori hanno subito violenze o rapporti sessuali forzati per un giro d’affari, secondo l’ONU di 32 miliardi di dollari.

 

Gli italiani sono i quinti in classifica come predatori di minori, dopo Usa Germania, Francia e Australia.

I Paesi “donatori di vittime”: Thalandia, Brasile, Santo Domingo, Guatemala, Kenia, Cambogia, e via.

(Santo Domingo è il Paese dove vengo più spesso e dopo un agghiacciante reportage di Gabriela Jacomella del Corriere, devo dire che guardo le cose con occhio più smaliziato e il fenomeno è alla luce del sole…)

 

L’inviato di Repubblica, per colorire il suo servizio ha intervistato tal MARCO SCARPATI presidente di un’associazione, l’ ECPAT Italia, acronimo di End Child Prostitution Pornography and Trafficking”. E cosa ti dichiara questo illustre, illuminato, dotto presidente?

 

.”Tutto nasce da un’idea di sessualità costruita su internet - dice Scarpati - dove vige l’esercizio virtuale di una sessualità priva di affetto e rispetto tra persone. Dove, in sostanza, prevale un modello di sesso che non è quasi mai di coppia e spesso ispirato alla violenza, o comunque al puro e semplice soddisfacimento di pulsioni. Ne deriva l’abitudine ad una sessualità irreale, che però quando poi si misura con la realtà, cioè nell’incontro concreto con l’altro sesso, si scontra con l’impossibilità di mettere in pratica i modelli acquisiti nella pratica solo virtuale del sesso. Questo - sostiene Scarpati - spesso induce persone sempre più giovani a scegliere la via del sesso a pagamento con minorenni, più addomesticabili degli adulti, proprio perché piu’deboli e soprattutto poveri”.

 

Minchia, e ti pareva che non davano la colpa al Web, coacervo di ogni male?

Mah.

 

Io, però che credo che il Web sia solo uno strumento per cui se naviga un imbecille poi rimane imbecille, e se ci naviga un pedofilo poi rimane un pedofilo con un casino di opportunità in più che offre il mezzo di comunicazione.

 

Tanto per tenermi in esercizio (come imbecille, non come pedofilo) sono andato sul Web a cercare questa ECPAT e l’ho trovata come organizzazione con sede a Bangkok

 

 328/1 Phayathai Road. Rachathewi , Bangkok , Thailand 10400

Telephone: +662 215 3388 | Fax : +662 215 8272 |

 

Certo, un’organizzazione aperta nel primo paese al mondo per la prostituzione minorile, non è scandaloso. Ma come mai con tutti gli sforzi fatti in questi anni, la Thailandia rimane sempre al primo posto?

Loro, cosa minchia fanno per migliorare le condizioni della loro gente? Partecipano ai congressi mondiali e poi?

Mah.

 

Poi leggo, sempre su Repubblica:

 

“Tra i contributi di ECPAT al meeting ci sarà quello di individuare nuove procedure, meno traumatizzanti per i bambini, in occasione di processi a pedofili.

….

 

Qualche tempo fa, ad esempio, è stato fatto un esperimento per testare la capacità reattiva dei pedofili su internet. Per circa 14 ore è stato messo in circolazione un “filmato-esca” di una bambina di 5 anni sottoposta a inguardabili sevizie sessuali. Bene, solo in quell’arco di tempo, e prima di essere tolto di mezzo, quel film è stato scaricato migliaia di volte.

 

BRAVI, BELLA PROVA.

ECCO COME SI SPENDONO I SOLDI DEI FONDI.

ORA CAPISCO…

 

ALDO VINCENT

(26 novembre 2008)

http://ALDOELESTORIETESE.DILUCIDE.COM

Written by ALDO in: Le cazzalde |

2 Comments »

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